bokuto (o bokken) – guida semiseria alla scelta

Il bokken (*)…questo sconosciuto. No non intendo iniziare un discorso sulla spada di legno più diffusa al mondo, fingendo di saperne più degli altri. Ignoro totalmente le diverse forme che si possono trovare in commercio, legate alle numerose scuole di scherma giapponese o alle arti marziali, ma credo di sapere come dovrebbe essere un buon bokken per fare i kata di kendo (kendo no kata). Partiamo dai materiali: misticanza, legno di quercia, legni esotici e costosi.

  • Misticanza, alias truciolato, resina e roba sconosciuta: bokken super economico, lo trovi a 11€ in ogni negozio sportivo, ha una colorazione medio-scura e ricorda vagamente quei mobili laccati e incerati che andavano di moda tra gli anni ’80 e ’90. Pesa come una mazzetta da muratore, mediamente resistente e scivoloso come una saponetta nelle docce delle regie carceri (personalmente ci ho scheggiato una colonna portante in casa andando in jodan). Consigliato come primo acquisto o come arma da offesa e ottimo per tutte le discipline;
  • Legno (vero) di quercia, esiste in tre colorazioni: bianco legno Ikea, rosso (castano lucido) e marrone scuro definito nero. Prezzi dai 25€ ai 70€, dipende dalla lavorazione, dal produttore, dall’albero e da alcune finiture come il Bo Hi [la scanalatura che simula la lama, così fischia come uno iaito] o gli intagli più disparati. Il bianco ed il nero dovrebbero essere più “ruvidi” o per meglio dire meno laccati e quindi meno scivolosi rispetto a quello rosso, ma anche qui dipende dalla qualità scelta dall’azienda. Preferibile al precedente per peso ridotto, siamo sui 500/550gr o giù di li, inoltre la presa è più sicura. Esistono accessori per personalizzarlo, come la tsuba lavorata;
  • Legni (veri) esotici, ebano, ciliegio , olivo etc. Sono un gradino sopra tutti per motivi puramente edonistici, ovvero realmente non forniscono nulla di più della quercia (Oak). Sono costosi e rari, ma hanno colorazioni sfiziose.

Io consiglio la seconda categoria, quelli in Oak / Quercia. Al praticante non serve un’arma reale, come vogliono far credere alcuni venditori, che promettono mirabolanti caratteristiche, quindi che sia di cartone o pino silvestre va bene uguale, basta che resista ai colpi (vigorosi, ma mai dati con forza) durante i kata più movimentati. Mica siamo Musashi che abbatteva i propri avversari con il bokken, insomma oggi si duella con “birra e salsiccia”!

E Le forme? le dimensioni? Si contano, come in tutto, e come in tutto anche con i kata occorre più che altro saperci fare.  Poi è vero che ci sono quelli per potenziamenti particolari (anche da 10kg e lunghi come una persona) e quelli specializzati, ma che senso avrebbe parlarne se andiamo oltre il Kendo?

(*) Lo chiamo Bokken perché mi piace di più la pronuncia rispetto a Bokuto, non prendertela se sbaglio in tal senso.

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