lo shinai – guida semiseria (e illustrata) alla scelta – parte I: la forma

Se pensate che lo shinai sia un bastone di bambù e che non ci siano grandi differenze tra l’una e l’altra vi state sbagliando di grosso…

Uno shinai non si esaurisce nella definizione da scuola (in questo caso presa da wikipedia)“Lo shinai è fatto di bambù e pelle, costituito da quattro stecche non necessariamente provenienti dalla medesima canna ma comunque da piante che abbiano i nodi alla medesima altezza fissate alle due estremità da una guaina (tsuka-gawa) che funge da impugnatura (tsuka) e da un cappuccio (saki-gawa) che funge da punta; queste due parte sono unite e messe in tensione elastica da una corda (tsuru), solitamente di materiale sintetico, che ha anche la funzione di indicare il dorso della lama. A circa 30 cm dalla punta (kensen) si trova un nodo (nakayui) fatto con una striscia di pelle che avvolge tre volte le stecche e lo tsuru e che indica la parte dello shinai preposta a colpire il bersaglio che in giapponese si chiama monouchi. Fanno parte dello shinai altri due elementi non visibili dall’esterno: un “tappino” di gomma (saki-gomu) posto sulla punta e che distanzia le stecche ed una quadratino di metallo (chigiri) che, incastrato in apposite fessure nelle stecche, le mantiene ben unite. Un ulteriore elemento “esterno” allo shinai è l’elsa (tsuba): un anello di plastica o di cuoio che viene infilato nella tsuka e bloccato con un ulteriore anello di gomma o pelle (tsuba-dome).

Nel mondo degli addetti ai lavori, gli shiani si distinguono per molti dettagli:

  • la forma o stile
  • il materiale
  • la lavorazione
  • l’impugnatura
  • la lunghezza e quindi l’utilizzatore

La forma

Gli shinai a forma standard,  vengono generalmente dette chobuto. Si allargano lverso al tsuba e restringono in cima. Il loro bilanciamento è tra un terzo e la metà dello shinai.
Gli shinai dobari sono ‘grassi’ alla base, caratteristica che sposta il baricentro dello shinai verso l’impugnatura. In mano questi shinai, proprio in virtù di questo bilanciamento sembrano più leggeri e maneggevoli. Per contro il ‘colpo’ risulta un po’ meno marcato
Gli shinai koto (kotogata, kotougate, chokuto o hosomi) hanno un diametro più costante delle dobari. Questo sposta il baricentro più verso la punta (simulando il bilanciamento di una katana reale), togliendo un po’ di maneggevolezza ma rendendo il colpo più netto e preciso
Gli shinai jissengata hanno la punta più sottile e possono essere di tipo dobari o koto (e quindi avere bilanciamenti diversi). Togliendo massa alla punta il baricentro dello shinai si sposta indietro verso la tsuba, qualunque sia la forma di partenza (generalemte dobari o chobuto). Inoltre vista la poca massa della punta, questi shinai tendono a essere più veloci e di conseguenza particolarmente adatti alla competizione.

La scelta del tipo di shinai è molto personale, e dipende dall’uso (ci sono shinai che si usano da gara e shinai che si usano da allenamento), dall’esperienza e dal gusto di ognuno di noi. Sarebbe bello, in teoria, poter provare uno shinai prima di acquistarlo, ma non sempre è possibile. Adesso almeno sappiamo cosa vogliono dire quei buffi termini…

(woo)

NB: la grafica è presa da e-bogu

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