Tifoseria kendistica for dummies – Guida semiseria per spettatori

Siete alla vostra prima gara e avete portato la vostra cortigiana, il vostro scudiero o solamente il genitore ancora assonnato. Non sapete come spiegare tutto il funzionamento del torneo, quindi non vi resta altra scelta che far leggere al malcapitato di turno questa mini-guida assolutamente non seria pensata per gli spettatori del Kendo.

D- Dove si combatte?

R- In un quadrato di dimensione variabile ma standardizzata.

D- Quanto dura un incontro?

R- Da un minimo di due ad un massimo di cinque minuti. Questa variabile viene stabilita in base al torneo o alla gara. Non troverete tabelloni a mostrare il tempo, ma una bandierina gialla si alzerà ad ogni interruzione o al termine di esso.

D- Chi si fronteggia? A squadre come viene gestito l’incontro?

R- Due sfidanti riconoscibili, oltre dal nome, da un nastrino colorato sulle spalle, Bianco o Rosso. La modalità a squadre è un insieme di tre o cinque duelli consecutivi, dando la vittoria allo schieramento che effettua più vittorie o in caso di pareggio si la somma dei punti.

D- Come si vince?

R- La vittoria può essere assegnata con la modalità “al meglio delle tre”, ovvero il primo che effettua due punti o chi allo scadere del tempo è in vantaggio sull’altro (ad esempio 1 a 0). Il pareggio viene accettato tranne nelle gare ad eliminazione diretta. In tal caso si ha un incontro extra senza limite di tempo, vince chi fa punto per primo. Appena viene dato il punto, i duellanti si riportano al centro del quadrato.

D- Come vengono assegnati i punti?

R- Il punto viene convalidato se il colpo assestato è ritenuto perfetto: preciso, senza sbavature, ricercato e lasciando l’avversario senza possibilità di risposta. Quindi è normale vedere una serie di scambi prima di vedere un punto.

D- Dove si può colpire? E come?

R- Esistono dei bersagli frontali prestabiliti, la testa (Men), i polsi (Kote), il ventre (Do) e la gola (Tsuki). Tutti i colpi sono portati di taglio con la parte terminale della spada, tranne l’affondo alla gola. Tranquilli non si cerca di uccidere l’avversario a bastonate, ci vuole vigore, non forza 🙂

D- Chi gestisce l’incontro?

R- Tre arbitri, di cui uno principale (colui che parla e cui si rivolgono gli avversari) e due “aiutanti”, posizionati a mo di triangolo decidono il punteggio, lo svolgimento della gara e le eventuali sanzioni per comportamento scorretto. Il tutto viene comunicato mediante bandierine (bianche e rosse). Inoltre c’è un tavolo con un addetto al tempo ed un segna punti.

D- Esistono dei falli o qualcosa di simile?

R- Non come possiamo intenderlo a livello “calcistico”. Vengono assegnate sanzioni in caso di fuoriuscita dall’area di combattimento o di caduta della spada, dando una forma di ammonizione, che non modifica l’andamento dell’incontro; nel caso se ne sommasse una seconda viene segnato un punto a favore all’avversario. Se il comportamento diviene scorretto o inadeguato (insulti, spintoni esagerati o colpi in zone proibite), la terna arbitrale può decidere se sanzionare il soggetto o prendere altri provvedimenti.

Buona norma di comportamento è evitare la tifoseria da stadio, insultare gli arbitri o dare consigli ai propri beniamini. Applaudire, battere sulla propria armatura e su uno scudo (se ne sia ha uno) o incoraggiare è invece accettato. Insomma un “forza”, “continua così”, “non mollare”, “animo!” ect vanno più che bene. Infine un vocabolario dei termini che sentirete durante le gare.

Shai –> gara/incontro

Shai-jo –> area di scontro

Hajime –> inizio, avvio del duello

Ippon –> punto, normalmente l’arbitro principale dichiara il tipo di ippon (men-ari / kote-ari ad esempio)

Hansoku –> sanzione

Gogi –> riunione temporanea della terna arbitrale

Encho –> tempo supplementare o spareggio.

Shobu-ari –> fine dell’incontro

Gambatte –> forma di incoraggiamento e formula propiziatoria e scaramantica* prima di una gara

*non ha lo stesso potere del cornetto da appendere, del sacchettino di sale, del santino o delle mutande pre-belliche che avete ereditato da Giulio Cesare. Avvisati, mezzi salvati!

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