Fare o non fare. Non c’è pensare.

Mi sto accorgendo che i testi sacri sulla disciplina sono spesso
ricchi di filosofia e di concetti affascinanti, ma mi sembrano lontani
anni luce dalla mia pratica, tutto sommato, molto terra terra. È
perché sono un occidentale consumista e superficiale o mi stanno
coglionando?

Voglio dire, riuscirò prima o poi a imparare a tirare un do decente
anche affidandomi ad un allenamento semplicemente “sportivo” o gli
aspetti, diciamo, più spirituali sono davvero così importanti?

Razzolando sui siti più conosciuti, la mia faciloneria è sicuramente
punita. Cercare di trarre spunti e idee per esempio da alcuni articoli
di kenshi247, personalmente mi dà un enorme senso di inadeguatezza.

Mi domando se sono il solo che di fronte a frasi come “attaccare e
aspettare all’unisono” o “movimento e staticità insieme” si sloghi il
cervello. Per non parlare di quando i concetti sono in kanji
sconosciuti: mi ritrovo subito a pensare ”Oddio, ma questo è da
sapere? Mica mi interrogheranno su ‘sta roba?”.

La razionalizzazione immediata è molto amara: evidentemente sono
ancora troppo inesperto per apprezzare la profondità della disciplina.
Probabilmente la fase in cui devo ancora limitarmi a guardare il
Sensei e semplicemente cercare di fare come fa lui è MOLTO più lunga
di quello che credessi.

Ok, allora via a esercitarsi, a concentrarsi sui difetti, sulla
tecnica ecc…ma qui scatta la perfidia tutta orientale, quella che fa
dire ai Sensei giapponesi che il vostro kendo è “very very good,
but…”.

Infatti, se da un lato la letteratura concede che focalizzarsi su
questi aspetti sia logico e comprensibile (per esempio se una delle
mie tecniche è scadente, cerco di praticarla a lungo, finché non la
padroneggio), dall’altro ti castra, dicendo che questo non è un buon
metodo per progredire (cfr. http://kenshi247.net/blog/2015/09/28/victory-and-defeat-15-points/)

E allora? Devo continuare a pensare a che suono fa un applauso fatto
con una mano sola o c’è modo di uscire da questi paradossi?

Mentre ci rifletto, maturo una convinzione che però è anche una
speranza: la pratica continua e la compagnia delle persone che si
alleneranno con me, mi daranno la risposta.

http://kenshi247.net/blog/2014/06/16/keiko-keiko-keiko/

(Grazie a Saverio Moiso)

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