Seminario primavera iaido

Lo scorso week end, dopo essere partita praticamente nel cuore della notte, sono arrivata alla stazione di modena alle 9 del mattina, lì mi sono incontrata con roberta, l’amica iaidoka di roma, e insieme siamo andate alla palestra CUS di modena, per partecipare al seminario primaverile di iaido, condotto dalla delegazione ZNKR composta da Azuma sensei e Komura sensei (8 dan)

Quest’anno l’evento ha avuto dimensioni europee.

Cominciamo dai numeri:

  • 170 iscritti al seminario
  • 90 esaminandi dal 1 al 7 dan
  • 2 maestri della delegazione giapponese
  • 3 maestri 7 dan della delegazione europea
  • 4 maestri 7 dan italiani

Giorni bellissimi, appasionanti ed impegnativi.

Le prime 4 ore del seminario sono state dedicate al perfezionamento dei 12 kata, ho riempito pagine di appunti sulla descrizione dei particolari a cui prestare attenzione durante la pratica (…e si sa! i particolari sono importanti!), quindi, divisi secondo il grado acquisito, le successive ore sono state dedicate alla verifica “in pratica” di quanto esposto teoricamente.

Approfondimenti di questa portata permettono di comprendere quanto la pratica dello iaido possa essere profonda, mai accontentarsi di dove si è arrivati, mai scoraggiarsi se ancora non siamo dove vorremmo essere arrivati.

La giornata degli esami ha dimostrato proprio questo principio.

Prendere un dan elevato non è mai stato facile, ma in questo caso forse è stato ancora più impegnativo del solito….

A mio parere, tra i candidati hanno spiccato non solo i promossi, ma soprattutto quelli che, nonostante l’età avanzata, hanno messo in gioco il loro livello di pratica partecipando all’esame. Queste persone (molte non sono state promosse) hanno raccontato con il loro movimento quanto è lunga, bella e affascinanate la strada della ricerca della perfezione, senza arrendersi, senza fermarsi, perche la pratica è come la stessa vita.

Grazie a loro mi sono portata a casa la consapevolezza che la via è lunga, forse infinita, ma che posso  decidere di continuare a camminare.

(ringraziamo Silvia Salati per il gentile contributo)

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