Le donne e il Kendo.

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Oggi vi regalo un simpatico articolo di Tiziana; ho preferito lasciare il titolo originale, nonostante avrei preferito un: Kendo Femminile, non solo Glutei ! Buona lettura.

 

Dopo aver scritto dei miei “perché” relativi al Kendo, ora vorrei rivolgermi alle donne: mi capita spesso, dopo lo “spiegone” terra terra, di cosa sia questo sconosciuto (si il Kendo), di dover rispondere alla domanda : ma ti serve per difenderti?

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Mossa da atroce dubbio ho fatto una breve indagine online e se una donna è in cerca di uno sport, troverà risultati rivolti principalmente al raggiungimento di tre obiettivi: perdere peso, rilassarsi e difendersi. Se definisci il Kendo come arte marziale, allora tu che sei donna lo praticherai per difenderti. Giustamente mi vien fatto notare che non si va in giro armati di “bastoni”, quindi ? Non ti serve a nulla ! 😦

Sbagliato, e vi dimostrerò il contrario. Avendo imparato da internet quali sono le cose importanti cominciamo con l’argomento che punta al cuore: 900 calorie all’ora. Novecento. Vi siete commosse vero? E ad una spesa decisamente competitiva (Ma quanto kendo mi costi?)

E per rilassarsi? Il Kiai, anche detto “sti pazzi che hanno da urlare?”, è respirazione di diaframma, concentrazione e somma totale di collega arpia, l’insegnante stronzo, il capo dittatore, il fidanzato pazzo, la fame nel mondo, il canone in bolletta e boooom! Ecco il rimedio allo stress.

Fin qui direi che 2/3 degli obiettivi, che la società vuole che tu, donna, raggiunga nella tua esperienza sportiva, sono completati. Però non ci difendiamo, che fare? È vero che non possiamo correre in cerca di bastoni in caso di aggressioni, ma io credo che in fondo anche il Kendo sia una disciplina di autodifesa. Si impara a conoscere e sentire il proprio corpo, senza uno specchio, si assume una consapevolezza di uno spirito forte, che secondo me vale molto più di un bell’aspetto. Inoltre la femminilità resta, è ben visibile la differenza tra un Kendo maschile ed uno femminile, ma questo dualismo non divide, anzi unisce. C’è parità, c’è compensazione  nel confronto uomo-donna, non importa chi ti si pari davanti, avrai sempre la possibilità di (ab)batterlo. Senza che manchi mai il rispetto. corsetCerto a fine serata, nonostante lo spogliatoio femminile abbia file decisamente più ristrette, saranno gli uomini a uscire prima e aver la pazienza messa a dura prova nell’aspettarci che finiamo il trucco e parrucco (soprattutto se c’è qualche birra post allenamento da stappare), ma generalmente i ruoli maschio-femmina non esistono, siamo kenshi, o kendoka che dirsi voglia. Il Kendo aiuta ad accettarsi nell’aspetto, perché non si può essere sempre impeccabili (anche se ho visto certe teste, tolto il men, che nemmeno la pubblicità della Pantene), si accettano le sconfitte senza che queste siano dei drammi esistenziali, si impara che i limiti esistono, che alcuni si possono superare e nessuno dei tuoi successi sarà “perché sei figa”, e tutto ciò fa sì che il Kendo debba essere innanzitutto per le donne.

E comunque…NO VE CEN TO ! ! !

 

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